ORE 18.00, L'ORARIO È FINITO

Il villaggio e la fabbrica hanno una loro maestosità con il profilo severo ad un passo dalla storia, dentro e fuori i circuiti di una memoria collettiva e personale.

Osservatore discreto, Massimiliano Camellini si lascia prendere per mano dal luogo, assaporandone il fascino e rintracciando, contemporaneamente, i sentimenti del vissuto e la parabola del sogno industriale. La sua ascesa, la caduta.

Stanza dopo stanza - dagli spogliatoi alla mensa, dall'infermeria al magazzino, al laboratorio chimico, alla sala tessitura, agli uffici amministrativi - egli inquadra frammenti personali inglobati all'unisono, dettagli assorbiti dal buio e allineati nella griglia del dovere, che trovano una personalizzazione nell'anonimato della catena di montaggio.

(da "Chiudere bene la porta sempre" di Manuela De Leonardis, 2011)